Accidenti, che confusione! Tra armi civili e militari, tra calibri europei e misure anglo-sassoni, con i loro pollici, libbre troy, grani, stones (i cani si pesano in stones, pietre. Poi devi convertire gli stones, che valgono 14 libbre, e finalmente sai quanto pesa il tuo cane…), non si capisce più un accidente!

Eppure, una volta compresi meccanismi fondamentali, tutto diventa un po’ più semplice…

Prima di tutto facciamo ordine. Ed inoltre diciamo subito, una volta per tutte, che le misure che indichiamo sono sempre approssimate.

Il calibro di un’arma è nient’altro che la misura del diametro interno della sua canna, normalmente senza tener conto della rigatura. Ovviamente, la palla sparata da quell’arma avrà lo stesso calibro e la stessa indicazione sarà quella della cartuccia.

Vediamo le principali misure europee in uso:

  • Cal. 6,35 millimetri – per gli USA Cal. .25ACP. Nata nel 1905 come più affidabile sostituzione della cartuccia cal. .22, ha portato alla produzione di molte piccole armi “da tasca”, o “da borsetta” per il pubblico femminile. La Beretta 950 Jetfire è rimasta in produzione fino al 2003, ma ci sentiamo personalmente di affermare che questo calibro non riveste oggi alcuna importanza. Nota di costume: negli anni ’30 queste armi piacevano agli alti ufficiali dell’Esercito, in quanti allora vigeva la regola “più alto il grado, più piccola l’arma”.
  • Cal. 7,65 millimetri – un grosso calibro piuttosto piccolo, molto comune fino agli anni ’40 ma successivamente sempre meno utilizzato. Negli USA viene chiamato 32auto.
  • Cal. 9 millimetri – Il “Principe” dei calibri europei, diffusissimo in tutto il mondo. Esiste in tre principali lunghezze di bossolo:
    • Cal. 9×17 – significa che il bossolo è lungo 17 mm. Non è precisamente così, ma abbiamo dichiarato che le misure sono tutte arrotondate… In Italia conosciuto come 9 corto, era la cartuccia della storica Beretta 34, che ha armato il nostro Esercito ed i nostri Carabinieri fino agli anni ’80. In Germania è chiamato 9kurz, nel mondo anglo-sassone lo conoscono come 380auto. Tutt’ora prodotto, è ancora valido per armi compatte da porto dissimulato.
    • Cal. 9×19 – con bossolo lungo 19 mm. Diffusissimo in tutto il mondo (tranne l’Italia…) per armi civili e militari. Può essere usato indifferentemente in una pistola od un mitra. Noto anche come 9 lungo, 9 Luger, 9 parabellum.
    • Cal. 9×21 – fatta la legge (assurda), trovato l’inganno. Siccome in Italia il cal. 9×19 è quello delle pistole militari, qualche cervellone ha deciso che non si potevano vendere le stesse armi nel mercato civile. (Tutto il resto del mondo lo fa tranquillamente…). Per cui si è inventata, per il solo mercato italiano, una cartuccia più lunga (bossolo di 21 mm) che fosse utilizzabile in armi modificate senza aggravio di costi per accettare questa cartuccia. Qualcuno racconta in giro che questo calibro è più potente del 9×19. Bufala. Le cartucce commerciali 9×21 hanno la stessa carica di lancio delle 9×19, quindi dal punto di vista balistico le due cartucce sono uguali
  • Altre cartucce ed altri calibri non sono di alcun interesse in questo articolo.

Spostiamoci nel mondo anglo-sassone

Qui il calibro delle armi viene indicato in pollici. Ma, dato che una canna di un pollice è quella di un cannoncino antiaereo che spara proiettili di 25 millimetri, per pistole e fucili si usa normalmente il centesimo di pollice.

Queste sono le cartucce principali:

  • .22 lr – .22 significa 22 centesimi di pollice, cioè 5,56 mm. “lr”, long rifle, indica bossolo lungo per fucile. Una piccola, precisa ed economica cartuccia per tiro a segno, adoperata nelle gare di Pistola Standard, Pistola Automatica, Pistola Sportiva, Bench Rest, Biathlon ed altre. Può essere utilizzata con pistole semiautomatiche, a tamburo, carabine e fucili. In molte parti del mondo (in Italia non è permesso) viene usata anche fuori dai poligoni per la caccia ad animali dannosi e piccole prede. Esiste da quasi 150 anni ed è tutt’ora la cartuccia più venduta al mondo.
  • .38 – grosso modo equivalente al nostro cal. 9mm, è una diffusissima cartuccia per pistola a tamburo, o rivoltella, o revolver. Malgrado il nome evocativo, è sempre stata una cartuccia parecchio loffia. Tant’è che successivamente comparvero le più potenti 38special, poi 38special +, eccetera. Solo che ogni tanto scoppiavano, se camerate in armi con tamburi di spessore insufficiente a reggere le aumentate pressioni dello scoppio… La soluzione fu la cartuccia:
  • .357magnum – maggiore lunghezza del bossolo, maggiore potenza, Necessita di armi progettate appositamente per reggere le alte pressioni di sparo. Normalmente i revolver 357magnum possono usare le più tranquille cartucce cal. .38.
  • .45 ACP – dove “ACP” significa Automatic Colt Pistol. E’ la grossa cartuccia camerata dalla Colt 1911, la pistola dell’esercito USA per tutto il secolo scorso, fino a quando venne sostituita dalla Beretta 92. Questa cartuccia lancia un sifolotto (come si dice qui da noi) di ben 11,4 mm di diametro. In Italia in passato era proibita (per i soliti folli motivi) e venne sostituita dalla simile .45 HP, con il bossolo di 1 mm più corto. La sorella più cattiva della .45 è la:
  • Cal .44magnum – una potente munizione per revolver, la classica americanata. Un calibro assolutamente inutile, secondo il mio personalissimo parere.

Cartucce e calibri per fucile

Sono un’infinità, tra moderni, storici, ex-ordinanza, caccia più o meno grossa. Non ci addentriamo; chi necessita d’informazioni di questo tipo non rientra nella categoria dei Dummies…

…e il calibro dei fucili da caccia?

Torniamo alle regole inventate dai figli di Albione: il più diffuso calibro per fucili da caccia a canna liscia (normalmente sparano pallini, quindi non hanno bisogno della rigatura) è il calibro 12. Cosa significa? Significa che può sparare una palla di piombo che pesa 1/12 di libbra. Di conseguenza, un fucile calibro 16 avrà un calibro minore, perché spara una palla che pesa solo 1/16 di libbra. E così via…